La tecnologia sta cambiando il nostro modo di pensare?
Chi è stato bambino negli anni '70 e '80 può ricordare quanto fosse normale - e necessario - imparare a memoria i numeri di telefono di casa, genitori e amici. Ai tempi era del tutto naturale afferrare la cornetta e premere in fretta i pulsanti del numero desiderato, senza bisogno di pensarci troppo.
Questo perché non esistevano smartphone. Non esistevano nemmeno i telefoni cellulari, e spesso la cara vecchia rubrica cartacea era l'unico supporto alla nostra memoria, quando si trattava di telefonare a qualcuno.
Le tecnologie odierne hanno reso tutto più semplice e, se da una parte le modalità di utilizzo e accesso portano a un minore utilizzo della memoria, dall'altro l'abbondanza di informazioni ci bombarda di stimoli sempre nuovi, che tengono la nostra mente costantemente occupata.
Inoltre, l'efficienza tecnologica cambia anche il nostro modo di interagire. Avere un infinito database di informazioni e risposte sempre a portata di mano inibisce la voglia e il bisogno di dibattere e argomentare. Che bisogno c'è di chiedere a qualcuno, quando è così facile avere la risposta da Google?
Ma quella che ci appare come una grossa potenzialità e una conquista può essere un grosso limite alla nostra creatività, perché nella maggior parte di casi le idee nascono quando si guarda a un vecchio concetto in una nuova luce, ed è spesso frutto di uno scambio e di un'interazione umana.
Gary Small, docente di Psichiatria dell'UCLA, ha studiato il modo in cui internet e le tecnologie digitali stanno influenzando la nostra mente, e ha concluso che non si tratta di diventare più intelligenti o più stupidi, ma semplicemente diversi. Ciò che sta cambiando è il modo in cui utilizziamo la nostra memoria.
A differenza dei ragazzini degli anni '70, non abbiamo più bisogno di imparare i numeri di telefono a memoria. Tuttavia, la mole di dati e informazioni che il nostro cervello deve gestire è notevolmente aumentata, e coinvolge la nostra memoria in maniera differente, ma ugualmente impegnativa.
Il digital ha cambiato e continua a cambiare il nostro modo di cercare, condividere e ri-pensare le informazioni. In un mondo che si muove così veloce, dove diffondere un pensiero è facile e istantaneo, è necessario affinare e allenare le nostre capacità critiche e creative. Solo così potremo continuare a innovare ed evolvere.
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Internet sta cambiando il nostro modo di pensare?
Gamificaton: il gioco entra nel marketing
La gamification è definita l'uso di meccaniche di gioco per risolvere quesiti e coinvolgere il pubblico. In genere la gamification viene applicata a situazioni di non-gioco, dette anche "funware", come siti web particolarmente consumer-oriented, che utilizzano il gioco per spingere i consumatori all'utilizzo del sito stesso o all'acquisto di un prodotto. La gamification rendere la tecnologia più coinvolgente e incoraggia il consumatore a compiere azioni altrimenti noiose, come compilare un survey o leggere le informazioni sul nostro sito.
Le teorie più recenti circa lo stato e il progresso della gamification sostengono che si tratti di un'evoluzione dei vecchi programmi di loyalty, in cui il consumatore non viene più premiato con un gadget o con il prodotto stesso, bensì con un nuovo tipo di ricompensa: il proprio status virtuale.
Uno degli esempi migliori è Foursquare, che da tempo non viene più visto come un'applicazione "stalker" che registra i tuoi spostamenti e le tue abitudini di consumo. Oggi Foursquare è un social game utilizzato da ben 10 milioni di utenti in tutto il mondo, che effettuano circa 3 milioni di check-in ogni giorno.
In questo modo, i consumatori guadagnano punti, a volte sconti e offerte speciali presso i rivenditori, oppure badge.
Il 50% dei badge esistenti viene sponsorizzato da brand locali: più marchi utilizzi, più possibilità hai di sbloccare un badge speciale creato appositamente da quei marchi.
Foursquare ha dato vita anche a un "gioco nel gioco", attualmente ancora in fase di sviluppo: Foursquaropoly, il cui claim è "monopolizza la tua vita". Si tratta di un'applicazione che, attraverso l'utilizzo di Foursquare, rende te stesso una pedina e la tua città il campo di gioco.
Tony Ventrice, un pioniere del game design e uno dei creatori di Farmville, definisce la gamification "un'attività di problem solving, approcciata in modo divertente".
Molte azioni di marketing che coinvolgono la gamification, spiega Ventrice, copiano le stesse meccaniche di Farmville o Foursquare. Eppure ci sono approcci diversi e ancora più coinvolgenti che ancora non sono stati esplorati.
Ventrice ha redatto una lista delle sette categorie che rendono un gioco divertente e che sono le chiavi di una campagna di gamification efficace:
- evoluzione
- emozione
- scelta
- competizione
- identità
- trama
- traguardi
In particolare, l'evoluzione è la chiave per coinvolgere i giocatori nel lungo termine. Apprendere le dinamiche, migliorare e superare delle sfide sono motivazioni importanti e possono essere applicate a ogni genere di contenuto.
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Gamification
Come pubblicizzare offline la vostra comunicazione online
Sempre più aziende hanno una pagina dedicata su Facebook o un account Twitter, e sempre più spesso si sta diffondendo l'abitudine di pubblicizzarle su mezzi offline come commercial, pagine stampa e affissioni.
Ma aggiungere le icone di Facebook e Twitter alla pubblicità tradizionale per spingere la comunicazione online può essere del tutto inutile, se non addirittura controproducente, esattamente come potrebbe esserlo inserire l'icona di un telefono al posto del numero da chiamare.
Questo perché non è così automatico che i consumatori sappiano come cercare un brand su Facebook e Twitter, senza un URL valido, e sicuramente non hanno voglia di farlo. Le icone vanno benissimo online, dove possono essere cliccate e rimandare direttamente al link, ma non esistono link offline.
Questo, ovviamente, non vuol dire rinunciare a dare risonanza alla nostra comunicazione online. Ci sono diverse possibilità. Ecco cosa potete fare:
Niente. Una comunicazione offline efficace funziona benissimo da sola. Anzi, inserendo le icone di Facebook e Twitter non fate altro che aggiungere una call to action, chiedere al vostro consumatore di fare qualcosa in più: non solo scegliere il vostro prodotto, ma anche cercarvi nei social media.
Usate gli URL. Perché non sostituire le icone con l'URL del vostro account Facebook o Twitter? Qualcosa come facebook.com/vostromarchio. In questo modo i consumatori potranno trovarvi con più facilità.
Inserite solo l'indirizzo del vostro sito web. Qualcuno pensa che le pagine di un marchio sui social media abbiano sostituito l'utilità del sito web. Errore. Il vostro sito deve rimanere il luogo virtuale più importante, quello da cui parte il resto della comunicazione online.
Create una landing page ad hoc. Se la vostra comunicazione è piuttosto specifica, create una pagina web o un sito apposito. Questo vi permette di analizzare l'efficacia della pubblicità online e di incentivare il vostro target in modo più diretto.
Chiedete al target di cercarvi su Google. Se il link che volete inserire è particolarmente lungo o difficile da ricordare, e se il vostro brand è sufficientemente noto, o addirittura il primo a comparire nel motore di ricerca, basta dare al target una piccola spinta a googlarvi. è più semplice e più facile da ricordare.
Sostituite il link con un QR Code. Se per la vostra pubblicità offline state utilizzando stampa o locandine, chiedete al consumatore di usare il suo cellulare per collegarsi direttamente al vostro sito o al vostro social media preferito.
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Analisi approfondita sulle differenze tra advertising online e offline e come integrarli con successo